Macchine per il legno: cresce l’export, in ripresa anche il mercato italiano

Nel 2015 le vendite in Italia di macchine per la lavorazione del legno sono aumentate del 10% e del le esportazioni di circa 13%, dati estremamente positivi per l’economia del Bel Paese.
Le ricerche statistiche affermano che i buyer esteri interessati all’acquisto di prodotti e soluzioni del settore sono aumentate di circa il 50 per cento in più rispetto all’anno 2014.

Quali sono i dati che emergono dal Salone internazionale del mobile ?

In fiera sono 441 le imprese espositrici di cui 122 straniere provenienti da 29 Paesi, per un comparto nel quale la produzione è aumentata dell’ 11,7 per cento rispetto al 2014, e le esportazioni del 12,7%. Anche quest’anno la Germania è al primo posto nella classifica delle partecipazioni straniere seguita da Cina, Spagna, Austria, Repubblica Ceca, Taiwan e Turchia. Ma il mercato interno è il vero protagonista, in linea con quanto emerso al Salone internazionale del mobile perché a Xylexpo è in mostra il meglio e l’innovativo delle macchine grandi e piccole che servono per produrre mobili e arredo, quelle che in fabbrica sfornano i componenti di cucine, letti, imbottiti, armadi e soggiorni, pannelli verniciati o trattati nei più diversi modi e utilizzando materiali tradizionali o compositi.
Mercato che anche grazie ai diversi provvedimenti legislativi a sostegno delle imprese e della domanda mostra segnali di ripresa. Secondo i dati diffusi nel corso della presentazione di Xylexpo 2016 – in Italia sono state infatti vendute tecnologie per il legno per 450 milioni di euro, l’8,7% in più rispetto al 2014. E il primo trimestre 2016 conferma la stagione positiva: secondo l’indagine congiunturale curata dall’Ufficio studi Acimall, l’associazione dei costruttori aderente a Confindustria, gli ordini nei primi tre mesi di quest’anno crescono complessivamente del 22,7 per cento rispetto ai primi tre mesi del 2015.

A questo dato contribuisce la crescita del 20% degli ordini dal mercato interno e il 37,1 per cento di ordini giunti da oltre confine. Xylexpo 2016 sarà quindi più che mai punto di riferimento internazionale considerando che nel 2014 il 14% degli operatori presenti era straniero: nel 2015 il 75,9 per cento della produzione, pari a 1.864 milioni di euro, è stato venduto oltre confine, per un valore di 1,4 miliardi di euro.

“L’Italia è da sempre un grande produttore di tecnologie per il legno e contende il primato alla Germania – spiega Dario Corbetta, direttore di Xylexpo e di Acimall – con una grande capacità di innovazione da parte delle imprese che propongono prodotti di altissima qualità e sono in grado di realizzare macchine studiate per esigenze specifiche e quindi non standardizzate, con un alto livello di flessibilità e capacità di adattarle alle necessità dei produttori di mobili e arredi. E’ il punto di forza del made in Italy che su questo terreno non ha rivali”. Basti pensare, tanto per fare un esempio, alla Tac a cui viene sottoposto il legno per identificarne i difetti e poter procedere a tagli che conesnto di utilizzarlo al meglio riducendo sprechi e costi.

Ci sono clienti oltreconfine? Come viene valutato l’export?

Le vie dell’export seguono le rotte del Nord America mentre mercati forti come Brasile, Argentina e Russia risentono di situazioni politico economiche interne. Così si guarda anche a nuovi mercati come Iran, India, Indonesia, Australia e in Europa Regno Unito e Spagna. E se è vero che si tratta di un settore di nicchia con due o tre grandi aziende “multinazionali tascabili”, come le definisce Corbetta, e molte pmi di punta con alta concentrazione nei distretti mobilieri, è altrettanto vero che in valore contribuisce per il 5% all’attivo della bilancia commerciale italiana. Infatti Xylexpo è riconosciuta fra le trenta fiere di rilevanza nazionale, vede la forte collaborazione con Ita-Ice, Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, e del Mise-Ministero dello Sviluppo economico, oltre al patrocinio di Eumabois, la federazione che raccoglie 14 associazioni nazionali di categoria e di cui Acimall detiene la segreteria generale.

“Siamo anche impegnati a fare sistema come parte attiva di una grande filiera – prosegue Dario Corbetta – e Xylexpo sarà presente al Made expo, Milano Architettura Design Edilizia, la fiera internazionale dell’edilizia, della architettura e delle costruzioni che si svolgerà a Fiera Milano dall’8 all’ 11 marzo 2017. Stiamo costruendo l’opportunità di organizzare uno spazio Xylexpo all’interno del Made, aggiungendo le macchine per il legno alle tecnologie per plastica e alluminio già presenti, un contingente che sarà indubbiamente uno dei punti focali della prossima edizione della fiera”. E sotto i riflettori ci saranno soprattutto le soluzioni per la realizzazione del serramento, ma anche tutte le tecnologie e le macchine dedicate al costruire edifici in legno, settore in sviluppo anche in Italia. Il progetto verrà presentato e promosso nel corso di incontri ed eventi che saranno organizzati in Cina, Stati Uniti, Russia, Indonesia, Francia, Iran, India e Cuba, in occasione delle più importanti manifestazioni internazionali dedicate alle tecnologie per il legno.

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Buone notizie dal settore agroalimentare Made in Italy

Gli agricoltori italiani sono soddisfatti?

Buone notizie per gli agricoltori italiani, soddisfatti per l’accordo politico circa le proposte di regolamento di riforma della Politica Agricola Comune .La legge prevede la possibilità di attuare un’attività agricola diretta senza intermediari né distributori all’interno del processo di vendita.
Oltre a valorizzare il ruolo degli imprenditori agricoli, l’accordo comporta infatti anche lievi miglioramenti circa la tutela di vigneti, frutteti e uliveti italiani, la tutela delle PMI in campo agroalimentare e il supporto a giovani agricoltori.

Cosa ne pensano gli esperti dell’export?

Secondo le opinioni e i commenti della nota azienda EGO International Group, leader nei servizi per l’internazionalizzazione delle PMI in campo agroalimentare, questa svolta rappresenta un ottimo step per l’agricoltura italiana che secondo si conferma settore strategico per l’economia del Belpaese. A questo proposito le esportazioni di frutta e verdura sono aumentate di circa 5% rispetto all’anno precedente.
Le aziende agricole in Italia sono in totale 1.50000 e negli ultimi cinque anni sono aumentate del 15%.
Le regioni italiane che esportano maggiori prodotti agricoli sono: l’Emilia Romagna, la Campania, la Sicilia, il Trentino e la Liguria.

In questo caso stiamo parlando di agricoltura no OGM e green che volge particolare attenzione alla salubrità delle produzioni agricole e al rispetto dell’ambiente.
Frutta e verdura sono controllate in origine per verificare che queste siano conformi ai parametri qualitativi richiesti e vengano realizzati tramite processi produttivi che non alterano le proprietà nutritive del prodotto agricolo.

Come prepararsi ad una fiera

Fiere “digitalizzate”, la nuova frontiera del business face to face

L’ internazionalizzazione delle PMI è un processo molto importante e varia da azienda a azienda a seconda delle esigenze e delle necessità di ognuna, tuttavia le fiere internazionali possono essere considerate uno strumento strategico per tutti quegli imprenditori che intendono aprire la propria vendita all’estero.

Secondo i pareri degli esperti export di EGO International Group: “Non è semplice individuare la giusta fiera circa il settore e il prodotto di riferimento nei Paesi target prescelti per la propria espansione commerciale. Bisogna infatti affidarsi a un ufficio estero in outsourcing prima di cercare opportunità commerciali all’estero, come EGO ad esempio”.
Le fiere, gli eventi sono indubbiamente una vetrina per esporre e promuovere la qualità e l’eccellenza del “Made in Italy” in tutto il mondo: rappresentano grandi occasioni, non solo per venire in contatto con i principali buyer del settore, ma anche per valutare possibili competitor e capire come funziona o quali novità ci sono all’estero.

La domanda è la seguente: in un mondo sempre più digital, social e interattivo, la fiera – cioè un’opportunità di business face to face – non rischia di venire sostituito dalle molteplici possibilità del web?

E’ancora utile partecipare ad una fiera?

Gli eventi internazionali sono in effetti un una rete privilegiata per tutte quelle PMI che vogliono trovare accordi commerciali all’estero e richiedono investimenti limitati rispetto ai potenziali guadagni che ne potrebbero nascere.
Il digitale ha ormai sbancato in tutti i settori ma, se la paura che il web 3.0 possa sostituire l’occasione di conoscersi di persona ad eventi fieristici, appare almeno per il momento irrazionale, molti enti fieristici hanno cominciato ad avvicinarsi alle numerose offerte delle nuove applicazioni dedicate al business online.

Come commentano gli esperti web di EGO International Group, oggigiorno nascono un’infinità di apps che possono:
• Rendere più funzionante la vendita degli spazi;
• Gestire in modo più facile il “parco degli stand”;
• Rendere fruibili molti eventi fieristici specialmente attraverso Facebook, Twitter e LinkedIn.

Oggi grazie ai diversi sistemi di navigazione e ai device si può guidare i visitatori attraverso la fiera in modo virtuale, consentendo loro di avere un “filo diretto” e una comunicazione immediata con gli espositori.

Krizia acquistata da una stilista cinese: tra alcuni anni la produzione passerà in Cina

Moda italiana in crisi?

Zhu Chongyun, la stilista e imprenditrice cinese ha acquistato il marchio Krizia creato nel 1956 da Mariuccia Mandelli. Un grande accordo economico tra Made in Italy e la professionalità cinese.

L’opinione degli esperti di EGO International Group in merito?

Il reparto Fashion afferma: “La Cina si è aperta al mondo nel 1979 con le riforme di Deng Xiaoping e in questi ultimi anni lo sviluppo è stato tempestivo: oggi è la seconda economia mondiale dopo gli USA. Il mercato cinese è smisurato e molto competitivo. I marchi italiani sono amati e stimati all’estero e in particolare in Cina ecco perchè mettere basi per sfondare sul Chinese Trade è una strategia commerciale di successo”.

I giornali affermano che la produzione tricolore può finire all’estero. Ecco l’opinione di uno dei soci dell’azienda leader nel settore dell’internazionalizzazione: al momento, afferma Zhu, tutto resterà in Italia poichè il livello di qualità che contraddistingue il marchio Krizia è ‘effetto dell’enorme lavoro e impegno di piccoli artigiani e stilisti.

Quali sono le prospettive per il futuro?

Negli ultimi anni lo shopping cinese in Italia ha riguardato anche il settore Fashion: il 35% della sartoria di alcuni brand che hanno come target giovani dai 17 ai 30 anni sono prodotti Made in China (es. Miss Miss, Terranova, Calliope etc.): nonostante ciò mantengono una soglia di qualità media e prezzi contenuti.
Zhu Chongyun, secondo Forbes, è una delle 50 imprenditrici più influenti nell’industria mondiale nel settore della haute couture. In Cina ha creato un gruppo di pret-à-porter con 5 marchi, 4.000 dipendenti e un giro di affari di quasi 500 milioni di dollari, quasi paragonabile al nostro Giorgio Armani.

L’Italia guida la classifica dell’energia solare

Italia paese solare!

L’Agenzia internazionale dell’energia ha recentemente redatto la classifica dei Paesi che utilizzano il fotovoltaico, il rapporto riguarda l’Italia al primo posto con il 12% di energia coperta dai pannelli solari, seguono la Francia, la Svizzera e la Germania rispettivamente con una copertura del 10% e 8%.

La ricerca descrive anche la capacità produttiva mondiale del fotovoltaico che nel 2015 è cresciuta di 50 GW per un totale di circa 227 GW. Cina e Giappone hanno fatto registrare una forte crescita a livello produttivo rilevanti, superando entrambi i 20 GW.
Il rapporto inoltre conferma una posizione di importanza dell’Italia nel campo della e, posizione energia Green, ottenuta grazie agli enormi sforzi e investimenti attuati negli scorsi 10 anni portando ai massimi valori, nel 2015, la produzione di energia pulita (45%).
In questo periodo dove i finanziamenti per le energie rinnovabili sono calati, mentre aumentano quelli per petrolio, carbone e gas (grazie a una piccola ripresa economica iniziata nel 2014), il nostro Paese non deve abbandonare l’idea di una nazione eco-green, a maggior ragione in questa fase dove le tendenze mondiali si dirigono sempre più verso questa direzioni (vedi Germania, Svizzera e paesi nordici).

Che cosa è il fotovoltaico?

E’ un principio completamente naturale che avviene nel momento in cui la radiazione solare passa attraverso un materiale semiconduttore, nel nostro caso il silicio cristallino, di cui è costituito il pannello fotovoltaico, anche se le moderne tecnologie stanno studiando anche l’utilizzo di una lega tra cadmio e tellurio.
L’impianto fotovoltaico è un sistema che sfrutta le radiazioni solari per generare corrente elettrica continua tramite l’effetto fotovoltaico. Trasformata in corrente alternata, tramite un inverter, può essere utilizzata per alimentare gli apparecchi elettrici della nostra casa (lavastoviglie, scaldabagno, forno elettrico, tv, aspirapolvere).
L’impianto fotovoltaico è costituito da piccole celle fotovoltaiche, realizzate in silicio amorfo, mono opolicristallino, caratterizzate da piccole strisce argentate sulla superficie, ovvero i contatti chimici per la connessione in serie di più celle, atte a formare un modulo fotovoltaico

Perché è meglio non usare WordPress come e-commerce

Ecco i giudizi, opinioni e commenti degli esperti web dell’azienda EGO International Group in merito.

“Oggigiorno tanti e-commerce sul web sono realizzati attraverso WordPress, software gratuito (almeno per i primi step), altri utenti scelgono Joomla, una delle piattaforme più diffuse per il commercio elettronico, ma poco utilizzata.

Joomla non è nota come una piattaforma popolare, soprattutto se si desidera personalizzare il sito, mentre la maggior parte dei siti di WordPress sono fatti da vari piccoli siti che vendono pacchetti convenienti per pochi migliaia di euro agli imprenditori di e-commerce che pensano di essere in grado di gestire da soli un business sul web.

WordPress è una piattaforma creata per scrivere dei blog e postare articoli, eccellente per essere indicizzati e abbastanza facile da navigare, ma se visto per uno scopo di implementazione di un e-commerce è troppo basico, poco safety e marginale.

Che piattaforma utilizzare?

Se l’azienda punta maggiormente su un business blog e vende pochi prodotti e in piccole quantità può essere un tool efficace. Tuttavia se cresce la domanda e l’offerta online si dovrà rivedere e rinnovare la piattaforma.

Fare un e-commerce con WordPress è più veloce e più economico rispetto ad altre piattaforme, ma un vero professionista che fa la cura del vostro progetto e il denaro non potrà mai consigliare a basso costo e-commerce come quest’ultimo. Questo perché per la saturazione del mercato un e-commerce a basso costo è destinato a fare bancarotta o essere destinato a un mercato di nicchia.

Dobbiamo tenere a mente che l’imprenditore non è nel settore, ed è comprensibile che non conosce a sufficienza la materia, ecco perché viene in aiuto un consulente web specifico e preparato, in grado di consigliare lui quello che realmente deve essere fatto per la propria attività sia all’interno di un National che International trade.

Infine WordPress può essere utilizzato per le PMI e le attività personali, piccoli negozi e non per le aziende internazionali o multinazionali.

Italia versus Cina nel settore Fashion and Textile

Raffinatezza dei tessuti e glamour per l’Italia

Se la Cina è il più grande fornitore di prodotti tessili e abbigliamento per l’industria della moda italiana, è altrettanto vero che l’Italia batte la Cina in termini di qualità, raffinatezza dei tessuti e glamour: non a caso il Made in Italy in campo moda è in crescita costante soprattutto se si parla di vendita di capi di abbigliamento di grandi marchi (Armani, Prada, D&G e Furla).

In generale, secondo i dati preliminari rilasciati dal Sistema Moda italiano, nel settembre 2016 si prevede che le esportazioni tessili e di abbigliamento in tutto il mondo raggiungano il 6%, per un valore complessivo di 30 miliardi di euro.
Concentrandosi solo sul mercato cinese, secondo i dati Istat, elaborati dal Sistema Moda italiano, la bilancia commerciale italiana rispetto alla Cina nel 2015 è stata in perdita di 200.000 milioni di euro. L’industria tessile ha visto un aumento delle importazioni del 10%, pari a 1 miliardo di € 430.000.000 (+ 11% in volume), e una diminuzione dell’ 1% a 320 milioni (-3,2% in quantità) per un saldo negativo di 125 milioni di euro.
Il settore dei tessuti per la casa, maglieria e accessori, ha mostrato un aumento delle importazioni del 10% a 5000 miliardi di euro e un aumento delle esportazioni del 13% pari a 900 milioni.
Nel 2016 le importazioni della Cina nel mondo potrebbero raggiungere 15.000 miliardi, in Italia al 2000 miliardi, dove il tessile contribuirebbe per 425 milioni di euro.

Quali sono i giudizi e i commenti di EGO International Group in merito?

Gli Export Manager dell’azienda riminese affermano: “E’ molto importante conoscere e valutare le norme circa le decisioni del governo cinese e le esportazioni italiane verso la Cina: il governo cinese ha ridotto in modo significativo i dazi all’importazione in Cina per alcuni beni di consumo, in particolare per la moda e l’abbigliamento.”

La Repubblica popolare cinese ha diminuito le aliquote dei dazi su alcuni articoli di abbigliamento, calzature, cosmetici, solari, pannolini e altri prodotti, al fine di incoraggiare i consumi e stimolare la crescita economica del paese.

Tale riduzione avrà quindi un effetto di spinta per il consumo cinese, spingendo l’importazione di prodotti Made in Italy (che al momento stanno nella rosa dei favoriti).