Uno sguardo sulle PMI: orientamenti innovativi verso il mercato globale

In controtendenza rispetto a varie classifiche europee, le imprese italiane presentano una buona propensione ad innovare il sistema economico nazionale al fine di favorire una crescita delle opportunità di business.

La ricerca, condotta dall’Istat su un campione di circa 2000 aziende nel periodo 2014-2015, ha l’obiettivo di verificare la propensione delle PMI a ricercare in modo stabile strategie e processi verso l’innovazione.

Ma in che modo le PMI promuovono l’innovazione in Italia?

Contrariamente agli altri Paese Europei, l’Italia presenta una capacità di innovazione molto elevata, che deriva in gran parte dal contributo delle PMI e dalla loro grande volontà di innovare e innovarsi di continuo.

Il Bel Paese è diverso: a differenza del Regno Unito, Germania, Francia e Austria, dove il contributo delle grandi aziende e multinazionali è dominante,  in Italia si osserva un sostanziale equilibrio tra le risorse investite in innovazione dalle PMI (51%) e dalle grandi aziende (49%).

L’Italia investe all’anno in innovazione circa  € 17 miliardi, di cui ben € 10 miliardi sono a carico delle PMI. Un dato rilevate, soprattutto se paragonato con quello della Germania, dove le PMI hanno investito in innovazione € 10 miliardi.

La ricerca sottolinea come il settore dell’innovazione venga percepito come key-point dalle PMI non solo attraverso gli investimenti nella ricerca e sviluppo, ma anche nella possibilità di acquisire know how e macchinari innovativi, nella creatività e capacità di invenzione e azione delle imprese.

Si tratta di un processo  trasversale e integrato, che non si limita ai beni e servizi, ma vede un ambito ben più ampio che va dai prodotti ai processi/lavorazioni, dai rapporti commerciali interni a quelli esterni, in particolare per tutte le imprese facenti parte del settore manifatturiero.
Tra il 2014 e il 2015 hanno più assiduamente introdotto innovazioni le aziende della meccanica, dell’elettronica e dell’automotive, seguite dall’alimentare, dal settore moda e arredamento.

L’analisi Istat ha indicato 3 principali categorie di PMI, ad alta, media e bassa innovazione.
Le PMI con un alto tasso di innovazione hanno registrato una crescita maggiore rispetto alle altre, con incrementi del fatturato e dell’occupazione di ben 30% rispetto alle altre, un aumento della capacità produttiva e un migliore utilizzo delle risorse umane.

Le imprese a maggior tasso di innovazione tendono ad operare in sinergia con altre aziende facendo parte di business networks e reti aziendali.

La ricerca ha così rilevato la presenza di numerose aziende propense ad operare nella direzione dell’innovazione, ma non pienamente consapevoli del proprio potenziale, che necessitano di un supporto affinché riescano ad implementare un progetto di innovazione proficuo e continuativo.

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