Made in Italy: aperto il bando Ocm Vino circa la promozione sui dei Paesi terzi

Partono le richieste per poter partecipare al bando “Ocm Vino promozione sui mercati dei Paesi terzi” con lo scopo di valorizzare il prodotto di punta Made in Italy nei paesi extra-europei. La campagna 2016/2017 è appena iniziata e prevede un ammontare complessivo di risorse pari a 100 milioni all’anno per tre anni, con investimenti sia a livello nazionale che regionale.

Fra le iniziative stanziate dal seguente bando troviamo:

  • Azioni di informazione, comunicazione e PR;
  • Formazione attiva e continua rivolta agli addetti del settore e a coloro che lavorano nel campo Horeca;
  • Ausilio nella scrittura di articoli circa il settore agroalimentare attraverso contatti con Uffici Stampa;
  • Strumenti web: aggiornamento siti Internet, ausilio nell’uso dei social network al fine di orientare la scelta dei consumatori verso i prodotti di punta di ogni azienda;
  • Campagne Media (tv, stampa, radio, internet, ecc.);
  • Fiere e convegni/seminari nazionali e internazionali: attraverso la presenza delle aziende Made in Italy in fiere di settore si ha una maggiore probabilità di incontrare committenti esteri e dal punto di vista del marketing si nota anche una crescita a livello di brand image, reputation e awareness
  • Attività di ricerche qualitative e quantitative, statistiche circa il livello di penetrazione dei prodotti oggetto di promozione sui diversi mercati target.

Come funzionano i finanziamenti?

I finanziamenti dell’UE sono pari al 50% delle spese sostenute per svolgere le azioni proposte dal bando. Il tutto deve essere integrato con fondi nazionali e regionali con un ulteriore importo che deve essere almeno del 5%.

L’obiettivo ultimo dell’OCM  è quello di potenziare l’export e stimolare l’apertura di nuovi mercati e anche elevare il livello di qualità dei vini italiani che registrano apprezzamenti di grande valore da tutta Europa e anche da paesi extra Europei.

Uno dei soci fondatori di EGO International, azienda leader nel settore export e dell’internazionalizzazione afferma:“Le PMI devono continuare a sostenere al meglio i propri prodotti vinicoli sui mercati internazionali, cercando di investire e attuare buone strategie di marketing. C’è molto lavoro ancora da fare, ma va anche detto che negli ultimi anni l’Italia ha di gran lunga superato i fatturati della Francia. Merito dei nostri produttori che hanno saputo puntare con decisione sulla qualità e l’eccellenza delle materie prime, aprendosi a nuovi mercati come gli Stati Uniti, l’Australia e gli EAU”.

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Grandi rapporti internazionali tra Italia e Ucraina

Negli ultimi dieci anni, gli scambi tra Ucraina e Italia sono aumentati in modo crescente, raggiungendo circa 6 miliardi di euro nel 2012. Dal 2016 l’Italia è diventata il partner numero uno per i paesi che esportano verso l’Ucraina (Francia e Germania stanno al secondo e terzo posto).

Come viene percepito il Made in Italy in Ucraina?

Il Bel Paese è percepito come un paese ricco a livello culturale e gastronomico. E’ il mondo in cui moderno e antico si confondono, in cui l’arte e l’estetica fanno da padrone. Non a caso l’Italia conta una buona comunità ucraina, quarta rispetto le altre comunità straniere in Italia.

Il Made in Italy è percepito come un prodotto di alta qualità, eleganza e raffinatezza: dal cibo all’abbigliamento fino alle calzature,  alle attrezzature industriali e soluzioni ingegneristiche. Anche il mercato dei medical devices e dei componenti di macchine adibite alla biomedicina sta crescendo anno dopo anno.

Il free trade anche in Ucraina

Un dato significativo degli ultimi due anni è che è finalmente entrato in vigore un importante accordo sulla costituzione Area a Commercio Libero (FTA) che prevede la libera commercializzazione con una netta diminuzione sui dazi e senza tasse per tutte le merci che vengono importate in Ucraina.

Quali sono le difficoltà principali per chi vuole fare business in Ucraina?

Forse tra le principali difficoltà riscontrate dai partner stranieri c’è la mancanza di comprensione delle caratteristiche del mercato ucraino, della cultura e della politica. Facciamo un esempio: l’Ucraina è un grande produttore l’olio di girasole e sostituirlo con l’olio d’oliva italiano è un grande sforzo che l’Italia sta facendo. Da ricordare che un fondamentale prerequisito per un ingresso efficiente sul mercato ucraino sta nello studiare la sua peculiarità. L’Export Manager A., che lavora presso la nota azienda leader per l’internazionalizzazione delle imprese italiane, la EGO International Group, afferma che per ciò che  riguarda gli imprenditori che vogliono investire in questo paese,  il massimo sostegno si può ottenere collaborando a  progetti di iniziativa regionale, i quali vengono realizzati sotto il patrocinio delle ambasciate.

Perché un imprenditore italiano dovrebbe scegliere l’Ucraina come paese d’esportazione?

Intanto, la Banca Mondiale ha previsto una crescita del PIL nazionale di circa il 3% nel 2017. I vantaggi del paese sono  molteplici e vanno sfruttati con giusti investimenti e strategie di business: questi includono basso costo della vita e, di conseguenza, bassi salari ma alta professionalità e qualificazione dei lavoratori ucraini. Aggiungendo a questi elementi l’esperienza, le tecnologie e il know-how dell’Italia si potrebbe implementare una collaborazione assai proficua.
Come affermano i dati dell’ICE, in Ucraina si riscontra la presenza di numerose ed importanti imprese del Made in Italy: oltre 300 aziende italiane operano in Ucraina, soprattutto nei settori alimentare, tessile, fashion, arredamento ed edilizia. I prodotti più richiesti sono: calzature, pelletteria, vino, alimenti DOP e IGP regionali e locali, cosmetici, mobili, ceramica per piastrelle e altro ed elettrodomestici. Anche in campo industriale i macchinari e le soluzioni italiane sono molto apprezzate, soprattutto in capo meccanico, aut motive e chimico.

Investire la propria attività in Lousiana: una nuova opportunità per le PMI

Lo stato della  Lousiana deve il suo nome a un esploratore francese, René Robert Cavelier de La Salle che ha voluto fare un omaggio al re francese Luigi XIV. Lo stato tra il 1700 e il 1800 aveva un’estensione territoriale molto considerevole che si estendeva dal Missisippi fino al Quebec.

La composizione del territorio è collinare, fatta di boschi e prati, di una vasta area pianeggiante ed è attraversato dal fiume Mississippi che percorre il territorio nazionale da nord a sud. Il clima è sub-tropicale molto umido, con pericoli di uragani e torndo tutto l’anno.

La capitale, Baton Rouge, è sede delle rinomate università della Louisiana University e della Southern University,  anche se le città più popolare New Orleans con oltre 500.000 abitanti. Nello stato si parla sia l’inglese che il francese.

L’economia del Paese si basa principalmente sul settore agricolo che conta piantagioni di cotone, patate, soia e riso sia sul settore industriale circa la lavorazione del legno, sia in campo chimico, metalmeccanico, alimentare e petrolifero.

Come mostra una ricerca dell’ICE, l’economia dello Stato prevede che ci saranno delle buone performance a livello industriale che porteranno ad un innalzamento del tasso di occupazione e del PIL statale.

Secondo le opinioni e i commenti del Direttore degli Export Manger di EGO International , “negli ultimi cinque anni i legami di questo Stato con l’Italia si sono rafforzati, grazie anche a una numerosa comunità italiana che oggi conta il 20% degli abitanti. I rapporti internazionali Italia-Lousiana sono ottimi: il Belpaese esporta soprattutto acciaio, prodotti in ferro e vino bianco e rosso, d’altra parte la Lousiana ci vende petrolio , metalli per l’industria manifatturiera e prodotti chimici.
Ci sono buonissime prospettive per tutte quelle PMI che hanno intenzione di esportare in questo Stato. I margini di miglioramento per aumentare la presenza e volumi di interscambio ci sono, inoltre anche la presenza di un governo proattivo e disponibile al mercato dell’import-export dona una buona spinta a chi decide di investire in Lousiana.”