L’Italia guida la classifica dell’energia solare

Italia paese solare!

L’Agenzia internazionale dell’energia ha recentemente redatto la classifica dei Paesi che utilizzano il fotovoltaico, il rapporto riguarda l’Italia al primo posto con il 12% di energia coperta dai pannelli solari, seguono la Francia, la Svizzera e la Germania rispettivamente con una copertura del 10% e 8%.

La ricerca descrive anche la capacità produttiva mondiale del fotovoltaico che nel 2015 è cresciuta di 50 GW per un totale di circa 227 GW. Cina e Giappone hanno fatto registrare una forte crescita a livello produttivo rilevanti, superando entrambi i 20 GW.
Il rapporto inoltre conferma una posizione di importanza dell’Italia nel campo della e, posizione energia Green, ottenuta grazie agli enormi sforzi e investimenti attuati negli scorsi 10 anni portando ai massimi valori, nel 2015, la produzione di energia pulita (45%).
In questo periodo dove i finanziamenti per le energie rinnovabili sono calati, mentre aumentano quelli per petrolio, carbone e gas (grazie a una piccola ripresa economica iniziata nel 2014), il nostro Paese non deve abbandonare l’idea di una nazione eco-green, a maggior ragione in questa fase dove le tendenze mondiali si dirigono sempre più verso questa direzioni (vedi Germania, Svizzera e paesi nordici).

Che cosa è il fotovoltaico?

E’ un principio completamente naturale che avviene nel momento in cui la radiazione solare passa attraverso un materiale semiconduttore, nel nostro caso il silicio cristallino, di cui è costituito il pannello fotovoltaico, anche se le moderne tecnologie stanno studiando anche l’utilizzo di una lega tra cadmio e tellurio.
L’impianto fotovoltaico è un sistema che sfrutta le radiazioni solari per generare corrente elettrica continua tramite l’effetto fotovoltaico. Trasformata in corrente alternata, tramite un inverter, può essere utilizzata per alimentare gli apparecchi elettrici della nostra casa (lavastoviglie, scaldabagno, forno elettrico, tv, aspirapolvere).
L’impianto fotovoltaico è costituito da piccole celle fotovoltaiche, realizzate in silicio amorfo, mono opolicristallino, caratterizzate da piccole strisce argentate sulla superficie, ovvero i contatti chimici per la connessione in serie di più celle, atte a formare un modulo fotovoltaico

Perché è meglio non usare Wordpress come e-commerce

Ecco i giudizi, opinioni e commenti degli esperti web dell’azienda EGO International Group in merito.

“Oggigiorno tanti e-commerce sul web sono realizzati attraverso WordPress, software gratuito (almeno per i primi step), altri utenti scelgono Joomla, una delle piattaforme più diffuse per il commercio elettronico, ma poco utilizzata.

Joomla non è nota come una piattaforma popolare, soprattutto se si desidera personalizzare il sito, mentre la maggior parte dei siti di WordPress sono fatti da vari piccoli siti che vendono pacchetti convenienti per pochi migliaia di euro agli imprenditori di e-commerce che pensano di essere in grado di gestire da soli un business sul web.

WordPress è una piattaforma creata per scrivere dei blog e postare articoli, eccellente per essere indicizzati e abbastanza facile da navigare, ma se visto per uno scopo di implementazione di un e-commerce è troppo basico, poco safety e marginale.

Che piattaforma utilizzare?

Se l’azienda punta maggiormente su un business blog e vende pochi prodotti e in piccole quantità può essere un tool efficace. Tuttavia se cresce la domanda e l’offerta online si dovrà rivedere e rinnovare la piattaforma.

Fare un e-commerce con WordPress è più veloce e più economico rispetto ad altre piattaforme, ma un vero professionista che fa la cura del vostro progetto e il denaro non potrà mai consigliare a basso costo e-commerce come quest’ultimo. Questo perché per la saturazione del mercato un e-commerce a basso costo è destinato a fare bancarotta o essere destinato a un mercato di nicchia.

Dobbiamo tenere a mente che l’imprenditore non è nel settore, ed è comprensibile che non conosce a sufficienza la materia, ecco perché viene in aiuto un consulente web specifico e preparato, in grado di consigliare lui quello che realmente deve essere fatto per la propria attività sia all’interno di un National che International trade.

Infine WordPress può essere utilizzato per le PMI e le attività personali, piccoli negozi e non per le aziende internazionali o multinazionali.

Italia versus Cina nel settore Fashion and Textile

Raffinatezza dei tessuti e glamour per l’Italia

Se la Cina è il più grande fornitore di prodotti tessili e abbigliamento per l’industria della moda italiana, è altrettanto vero che l’Italia batte la Cina in termini di qualità, raffinatezza dei tessuti e glamour: non a caso il Made in Italy in campo moda è in crescita costante soprattutto se si parla di vendita di capi di abbigliamento di grandi marchi (Armani, Prada, D&G e Furla).

In generale, secondo i dati preliminari rilasciati dal Sistema Moda italiano, nel settembre 2016 si prevede che le esportazioni tessili e di abbigliamento in tutto il mondo raggiungano il 6%, per un valore complessivo di 30 miliardi di euro.
Concentrandosi solo sul mercato cinese, secondo i dati Istat, elaborati dal Sistema Moda italiano, la bilancia commerciale italiana rispetto alla Cina nel 2015 è stata in perdita di 200.000 milioni di euro. L’industria tessile ha visto un aumento delle importazioni del 10%, pari a 1 miliardo di € 430.000.000 (+ 11% in volume), e una diminuzione dell’ 1% a 320 milioni (-3,2% in quantità) per un saldo negativo di 125 milioni di euro.
Il settore dei tessuti per la casa, maglieria e accessori, ha mostrato un aumento delle importazioni del 10% a 5000 miliardi di euro e un aumento delle esportazioni del 13% pari a 900 milioni.
Nel 2016 le importazioni della Cina nel mondo potrebbero raggiungere 15.000 miliardi, in Italia al 2000 miliardi, dove il tessile contribuirebbe per 425 milioni di euro.

Quali sono i giudizi e i commenti di EGO International Group in merito?

Gli Export Manager dell’azienda riminese affermano: “E’ molto importante conoscere e valutare le norme circa le decisioni del governo cinese e le esportazioni italiane verso la Cina: il governo cinese ha ridotto in modo significativo i dazi all’importazione in Cina per alcuni beni di consumo, in particolare per la moda e l’abbigliamento.”

La Repubblica popolare cinese ha diminuito le aliquote dei dazi su alcuni articoli di abbigliamento, calzature, cosmetici, solari, pannolini e altri prodotti, al fine di incoraggiare i consumi e stimolare la crescita economica del paese.

Tale riduzione avrà quindi un effetto di spinta per il consumo cinese, spingendo l’importazione di prodotti Made in Italy (che al momento stanno nella rosa dei favoriti).